Quanto costa una badante convivente: presenza continua e costo mensile
A cura di Fu JunUltima modifica:
Una badante convivente di livello A costa al datore di lavoro 1.506,75 € al mese, pari a 18.081,00 € all'anno, mentre in contanti al lavoratore arrivano 835,56 €. La cifra del datore comprende 908,10 € di retribuzione in contanti, 199,80 € di vitto e alloggio in natura, 92,33 € di tredicesima, 217,62 € di contributi INPS a carico del datore e 88,91 € di TFR.
24 ore su 24: la presenza continua, non un orario di 168 ore
L'espressione «24 ore su 24» descrive la disponibilità della badante nell'arco della giornata, non un orario di lavoro retribuito: per il rapporto convivente il CCNL fissa un limite di 54 ore settimanali, e 168 ore — ventiquattro per sette giorni — sono un'aritmetica che il contratto non prevede come orario di lavoro, perché riposi, ore notturne e sostituzioni seguono regole proprie.
La distinzione conta perché nel rapporto convivente le ore settimanali non fanno crescere la retribuzione mensile, che è un minimo fisso, mentre fanno crescere i contributi: sopra le 24 ore si applica la fascia a valore convenzionale fisso di 1,24 € per ora, quindi il costo di una presenza continua non si ottiene moltiplicando una tariffa oraria per tutte le ore della settimana.
Perché il modello usa il limite contrattuale
Un orario di 168 ore non esiste nel contratto: oltre il limite si parla di riposi, sostituzioni e prestazioni aggiuntive, che seguono regole proprie e richiedono il registro delle presenze. Il calcolo ordinario resta ancorato al limite CCNL, e chi legge un preventivo costruito su 168 ore sta guardando un numero che nessun contratto domestico produce.
Cosa cambia rispetto a un rapporto a ore
Nel rapporto non convivente la retribuzione cresce con le ore, mentre in quello convivente il minimo mensile è fisso e le ore incidono solo sui contributi: il confronto con una colf pagata a ore mostra le due strutture, e spiega perché un equivalente orario ricavato dividendo il minimo per le 234 ore del mese vale 3,88 € senza essere una tariffa contrattuale.
Come si compone il costo mensile, e quanto arriva in contanti
Il costo mensile somma la retribuzione in contanti, il valore in natura di vitto e alloggio, l'accantonamento della tredicesima, i contributi INPS a carico del datore e l'accantonamento del TFR: nel caso di una badante convivente di livello A il totale è 1.506,75 € al mese, mentre in contanti al lavoratore arrivano 835,56 €, cioè la retribuzione meno la sua quota contributiva.
La differenza tra le due cifre non è un ricarico del datore, è la somma di ciò che il rapporto produce comunque: 217,62 € di contributi a carico del datore, 72,54 € di quota trattenuta al lavoratore, 92,33 € di tredicesima accantonata, 88,91 € di TFR e 199,80 € di vitto e alloggio ricevuti in natura, che valgono come retribuzione anche quando non passano dal conto corrente.
Anna, 54 anni, Torino, cerca una badante per la madre di 86 anni, che ha una demenza iniziale e non vuole lasciare la casa: la persona dorme in casa, mangia con lei e ha il sabato pomeriggio libero, e la famiglia ragiona su 1.506,75 € al mese per capire se il budget regge, mentre chi lavora ragiona su 835,56 € perché quella è la cifra che vede arrivare.
Ogni voce compare una sola volta: vitto e alloggio è un valore in natura che entra nella retribuzione globale di fatto usata per tredicesima, TFR e contributi, e nel costo totale come voce distinta.
Voce
Importo mensile
Retribuzione lorda mensile (in contanti)
908,10 €
Vitto e alloggio in natura
199,80 €
Accantonamento tredicesima
92,33 €
Contributi INPS del datore
217,62 €
Accantonamento TFR
88,91 €
Costo totale mensile
1.506,75 €
Vitto e alloggio (199,80 €) è un valore in natura: si aggiunge alla retribuzione in contanti ed entra nella tredicesima, nel TFR e nella base oraria INPS. Il netto in contanti del lavoratore è 835,56 €.
Il premio INAIL non è aggiunto come voce separata: l'ipotesi di calcolo lo considera compreso nel contributo INPS.
Gli importi sono arrotondati al centesimo: la somma delle voci può differire dal totale di un centesimo.
Gli importi sono arrotondati al centesimo: il totale è calcolato sulla somma dei valori non arrotondati e può differire di 0,01 € dalla somma delle singole voci.
Le differenze e i totali annui sono calcolati sulle cifre arrotondate mostrate in pagina (annuale = mensile × 12), così da poter essere verificati a mano.
Quanto costa per ogni livello CCNL
A parità di convivenza, contratto e ore settimanali, il livello CCNL cambia la retribuzione mensile e con essa tredicesima, TFR e fascia contributiva: la tabella confronta gli otto livelli senza attribuire mansioni, perché l'inquadramento dipende dalla descrizione concreta del rapporto e non dal totale più basso.
Il valore di vitto e alloggio non cambia passando da un livello all'altro, perché dipende dalla convivenza e non dalla retribuzione: resta 199,80 € dal livello A al livello DS, mentre la quota in contanti cambia con il minimo contrattuale, e la struttura completa del rapporto è nella pagina sul costo di una colf convivente.
Livello
Retribuzione mensile convivente
Costo mensile — convivente 54h
A
908,10 €
1.506,75 €
AS
958,55 €
1.565,45 €
B
983,16 €
1.594,09 €
BS
1.053,39 €
1.675,81 €
C
1.123,63 €
1.757,54 €
CS
1.193,84 €
1.839,23 €
D
1.404,51 €
2.084,36 €
DS
1.474,73 €
2.166,07 €
Vitto e alloggio: valore in natura, conteggiato una volta
Per il rapporto convivente vitto e alloggio valgono 199,80 € al mese, secondo il valore convenzionale del CCNL mensilizzato su trenta giorni: non è denaro che il datore consegna in mano, ma il corrispettivo dell'alloggio e dei pasti forniti, e per questo si somma alla retribuzione in contanti invece di essere compreso in essa.
La voce entra in tre basi diverse: la tredicesima, che si calcola sulla retribuzione globale di fatto; il TFR, che per contratto comprende il valore convenzionale di vitto e alloggio; la retribuzione oraria effettiva usata per scegliere la fascia INPS. Nel costo totale compare come riga propria, accanto alla retribuzione e non al posto suo.
Cosa resta fuori da questa stima e perché
Le festività dipendono dal calendario e dagli eventi effettivi del rapporto, quindi non vengono trasformate in una quota standard; lo stesso vale per le ore oltre il limite contrattuale, che seguono regole proprie e richiedono il registro delle presenze.
Contribuzione separata e anzianità
La Cassa Colf segue una contribuzione separata, mentre gli scatti di anzianità dipendono dalla permanenza individuale nel rapporto: le fasce contributive INPS sono descritte in contributi INPS colf 2026 con gli importi orari che il calcolo applica, e restano fuori dalla stima perché hanno periodicità propria.
Eventi variabili del rapporto
Straordinari, sostituzioni e permessi non goduti dipendono dalle ore realmente registrate, e questa pagina non rileva gli eventi necessari per calcolarli: la stima resta separata dalle componenti variabili invece di inglobarle in una media che nessuno saprebbe ricostruire.
Come leggere il risultato annuale
Il valore annuale di 18.081,00 € proietta il costo mensile sui dodici mesi del periodo usato nel calcolo: comprende le componenti che maturano durante il rapporto, accantonamenti compresi, e non rappresenta una fattura mensile né un preventivo per servizi esterni.
Per controllare il risultato si parte dalla retribuzione, si aggiunge il valore in natura, si leggono tredicesima e TFR come accantonamenti e si chiude con i contributi: chi deve confrontare il costo con il netto del lavoratore trova la distinzione tra le due grandezze in come leggere la busta paga di una colf, dove ogni voce è ricostruita dal lordo al netto.
Calcola il tuo caso
I numeri di questa pagina escono dallo stesso motore di calcolo del sito. Se il rapporto ha un livello, un orario o una convivenza diversi, apri il calcolatore con lo scenario qui sotto già impostato.
Scenario di questa pagina:Livello A · Convivente · Tempo indeterminato · 54 ore
Si apre la pagina iniziale con i campi già compilati: puoi cambiare livello, ore e convivenza prima di avviare il calcolo.
Fonti e versione dei parametri
Controlla origine, decorrenza e stato di verifica dei parametri utilizzati.
Sono elencate soltanto le fonti che documentano un valore verificato usato dal calcolo.
Versione dei parametri
2026
Ultimo aggiornamento delle fonti
Decorrenza
Fonte dei dati
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025; INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026; TUIR art. 10 c.2 + Istruzioni 730
Stato dei parametri
Fonti verificate il 3 febbraio 2026
CCNL: retribuzioni e regole contrattuali
Valori verificati utilizzati dal calcolo
CCNL Lavoro Domestico, Tabella retributiva 2026 (decorrenza 01/01/2026), Assindatcolf
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, FIDALDO PDF
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, art. 36 c.3 e Tabella F (indennità di vitto e alloggio): 4,66 €/giorno vitto e 2,00 €/giorno alloggio, mensilizzati ×30 = 139,80 € e 60,00 € al mese
Contributi INPS
Valori verificati utilizzati dal calcolo
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia fino a 9,61
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia 9,61–11,70
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia oltre 11,70
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia orario > 24h
Copertura e premio INAIL
Valori verificati utilizzati dal calcolo
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, coefficienti di ripartizione: INAIL 1,31% incluso nell'aliquota totale 19,9675% del contributo orario — nessun premio separato dovuto
No: l'indicazione delle ore non identifica la convivenza. Un rapporto da 54 ore settimanali può essere non convivente, e in quel caso la retribuzione si calcola sulla tariffa oraria invece che sul minimo mensile, con un totale diverso da 1.506,75 €.
Vitto e alloggio vanno aggiunti allo stipendio?
Sì, come valore in natura: il minimo mensile di 908,10 € è in contanti e l'indennità di vitto e alloggio si aggiunge, pari a 199,80 € nello scenario, ed entra poi nella tredicesima, nel TFR e nella base oraria usata per i contributi.
Devo pagare la tredicesima ogni mese?
La tredicesima matura in proporzione ai mesi di servizio e si calcola sulla retribuzione globale di fatto, vitto e alloggio compresi: nel calcolo è un accantonamento di 92,33 € al mese che si paga una volta all'anno, e non cambia il totale annuo di 18.081,00 € perché è già dentro la quota.
Posso assumere senza versare i contributi INPS?
Senza contributi il rapporto non è regolare: nel totale qui descritto la quota a carico del datore è 217,62 € al mese e la trattenuta del lavoratore è 72,54 €, e il datore versa l'intero importo all'INPS trattenendo poi la parte che spetta al lavoratore.
Perché questa cifra è più bassa di quella chiesta da un'agenzia?
La stima riguarda il costo diretto del rapporto di lavoro: un'agenzia aggiunge ricerca, gestione, sostituzioni e assistenza, che non fanno parte del calcolo e non compaiono nei 1.506,75 €, mentre la parte che riguarda la lavoratrice è il netto di 835,56 €.
Testo redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale. Selezione delle fonti, verifica sui documenti ufficiali e revisione finale a cura della redazione.