Contributi INPS colf 2026: fasce orarie e soglia delle 24 ore
A cura di Fu JunUltima modifica:
Per una colf non convivente di livello A a 24 ore settimanali il contributo INPS a carico del datore è di 132,08 € al mese; la quota trattenuta al lavoratore è 44,72 €. L'importo non è una percentuale sulla retribuzione: dipende da una fascia determinata dalla retribuzione oraria effettiva e, oltre 24 ore settimanali, da un valore convenzionale fisso di 1,24 € per ora.
Le quattro fasce previste dalla circolare INPS
La tabella dei contributi domestici non è una percentuale unica: la circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026 espone una colonna di importi orari già comprensivi della quota CUAF, distinti per fascia di retribuzione e per tipo di contratto, e la fascia non si sceglie guardando il livello CCNL.
Le fasce sotto la soglia sono tre e si applicano quando la retribuzione oraria effettiva resta entro i limiti indicati. Il superamento della soglia delle 24 ore settimanali non aggiunge una quarta fascia progressiva: sostituisce integralmente il criterio e applica un valore convenzionale fisso.
Fascia di retribuzione oraria effettiva
Contributo totale orario — tempo indeterminato
Contributo totale orario — tempo determinato
Quota a carico del datore — tempo indeterminato
Quota a carico del lavoratore
fino a 9,61 €
1,70 €
1,82 €
1,27 €
0,43 €
da 9,61 € a 11,70 €
1,92 €
2,05 €
1,44 €
0,48 €
oltre 11,70 €
2,34 €
2,50 €
1,75 €
0,59 €
oltre 24 ore/settimana
1,24 €
1,32 €
0,93 €
0,31 €
Importi orari comprensivi della quota CUAF. La quota a carico del datore è la differenza tra il contributo totale orario e la quota a carico del lavoratore.
Come si individua la fascia: la retribuzione oraria effettiva
La regola che serve al lettore è questa: si prende la paga oraria della tabella contrattuale, la si maggiora di un dodicesimo perché la tredicesima si distribuisce sulle ore dell'anno, e si cerca la fascia in cui cade il risultato. Per il livello A la paga di 6,51 € diventa 7,05 € e resta sotto il limite di 9,61 €, quindi si applica la prima fascia; per il livello D la retribuzione effettiva sale a 10,37 €, supera quel limite e passa nella fascia successiva, che arriva a 11,70 €.
Dentro la fascia ci sono due quote: il contributo totale orario di 1,70 € si divide in 1,27 € a carico del datore e 0,43 € a carico del lavoratore, e nessuna delle due cambia finché il rapporto resta nella stessa fascia, qualunque sia il livello che ci è arrivato.
Perché il livello conta solo indirettamente
Il livello contrattuale determina la paga oraria, e la paga oraria determina la fascia: non esiste una corrispondenza diretta tra livello e contributo, quello che conta è il valore della retribuzione effettiva rispetto ai limiti di 9,61 € e 11,70 €. Per collocare uno scenario specifico si può usare il calcolo del costo di una colf a ore, che riporta la fascia applicata e il costo orario che ne deriva.
Il caso dei rapporti conviventi
Nei rapporti conviventi la retribuzione di riferimento è mensile e la retribuzione oraria effettiva si ricava dividendo il lordo mensile per le ore mensili: il meccanismo delle fasce resta lo stesso e cambia il punto di partenza, come ricostruisce la pagina sul costo di una colf convivente, mentre il caso della presenza continua è in quanto costa una badante 24 ore su 24.
La soglia delle 24 ore cambia il criterio, non solo l'importo
Fino a 24 ore settimanali comprese si applicano le tre fasce progressive. Dal superamento della soglia si applica invece un valore convenzionale: il contributo orario diventa fisso e non dipende più dalla retribuzione del livello.
La conseguenza è controintuitiva e va letta con attenzione: a parità di livello, un rapporto di venticinque ore può generare un contributo mensile inferiore a quello di un rapporto di ventiquattro, perché il primo segue il valore convenzionale di 1,24 € per ora e il secondo la fascia da 1,70 €, che è più alta.
Il contributo convenzionale si applica a tutte le ore del rapporto, non soltanto alla parte eccedente le ventiquattro: non esiste un calcolo a scaglioni tra la ventiquattresima e la venticinquesima ora, e chi immagina un primo blocco a fascia e un secondo blocco a valore fisso sbaglia l'importo di tutta la quota mensile.
Fino a 24 ore il contributo dipende dalla fascia retributiva; oltre la soglia si applica il valore convenzionale fisso e la quota mensile può calare.
Perché non si applica a scaglioni
Un calcolo progressivo tratterebbe le prime ventiquattro ore con le fasce e la parte eccedente con il valore convenzionale, la tabella INPS non funziona così: la soglia serve a scegliere il ramo, e il ramo scelto vale per l'intero orario, ed è la ragione per cui l'importo mensile non cresce in modo regolare al crescere delle ore.
L'effetto sui rapporti di poche ore
Per orari molto ridotti la componente contributiva pesa poco in valore assoluto e molto in proporzione, perché il contributo orario resta quello della fascia ma si moltiplica per poche ore: il costo per ora risulta così più alto, e la distanza tra paga oraria e costo orario del rapporto è quello che un preventivo deve contenere.
Quota del datore e quota del lavoratore
La tabella espone il contributo totale orario e la quota a carico del lavoratore: la quota del datore è la differenza tra i due valori, ed entrambe dipendono dalla fascia e non dal livello CCNL.
Nello scenario di questa pagina il contributo totale orario è 1,70 €, di cui 1,27 € a carico del datore e 0,43 € a carico del lavoratore: su 24 ore settimanali, cioè 104 ore al mese, il datore versa 132,08 € e trattiene 44,72 €, per un contributo complessivo di 176,80 €.
La distinzione conta perché il costo della famiglia e il netto della lavoratrice sono due grandezze diverse: dopo la trattenuta restano 632,32 € in contanti, e la scomposizione di quella cifra è descritta voce per voce in come leggere la busta paga di una colf, dove il netto si ricostruisce partendo dal lordo.
Cosa non è compreso in questi importi
Il contributo orario INPS non esaurisce gli oneri del rapporto domestico: la Cassa Colf è una contribuzione separata, con una propria quota e una propria periodicità di versamento, e non è inclusa nei 132,08 € che questa pagina mette a carico del datore.
Restano fuori anche le voci che dipendono da eventi del rapporto, come le festività non retribuite secondo calendario, gli straordinari e i permessi non goduti: non sono trasformabili in un importo standard senza conoscere le giornate e le ore effettivamente registrate.
Calcola il tuo caso
I numeri di questa pagina escono dallo stesso motore di calcolo del sito. Se il rapporto ha un livello, un orario o una convivenza diversi, apri il calcolatore con lo scenario qui sotto già impostato.
Scenario di questa pagina:Livello A · Non convivente · Tempo indeterminato · 24 ore
Si apre la pagina iniziale con i campi già compilati: puoi cambiare livello, ore e convivenza prima di avviare il calcolo.
Fonti e versione dei parametri
Controlla origine, decorrenza e stato di verifica dei parametri utilizzati.
Sono elencate soltanto le fonti che documentano un valore verificato usato dal calcolo.
Versione dei parametri
2026
Ultimo aggiornamento delle fonti
Decorrenza
Fonte dei dati
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025; INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026; TUIR art. 10 c.2 + Istruzioni 730
Stato dei parametri
Fonti verificate il 3 febbraio 2026
CCNL: retribuzioni e regole contrattuali
Valori verificati utilizzati dal calcolo
CCNL Lavoro Domestico, Tabella retributiva 2026 (decorrenza 01/01/2026), Assindatcolf
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, FIDALDO PDF
CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, art. 36 c.3 e Tabella F (indennità di vitto e alloggio): 4,66 €/giorno vitto e 2,00 €/giorno alloggio, mensilizzati ×30 = 139,80 € e 60,00 € al mese
Contributi INPS
Valori verificati utilizzati dal calcolo
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia fino a 9,61
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia 9,61–11,70
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia oltre 11,70
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia orario > 24h
Copertura e premio INAIL
Valori verificati utilizzati dal calcolo
INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, coefficienti di ripartizione: INAIL 1,31% incluso nell'aliquota totale 19,9675% del contributo orario — nessun premio separato dovuto
I contributi INPS sono una percentuale dello stipendio?
No: sono un importo orario. Nel caso qui descritto il datore versa 132,08 € al mese su 104 ore, cioè 1,27 € per ogni ora retribuita, e quel valore non si ottiene applicando una percentuale alla retribuzione mensile.
Perché a 25 ore il contributo può essere più basso che a 24?
Perché oltre la soglia delle 24 ore il contributo non segue più la fascia: diventa un valore convenzionale di 1,24 € per ora applicato a tutto il monte ore, quindi più basso della fascia da 1,70 € che si applica a ventiquattro ore.
24 ore sono comprese nella soglia o la superano?
Sono comprese: la prima fascia copre la retribuzione effettiva fino a 9,61 € e il valore convenzionale parte dalla prima ora oltre la soglia, quindi un rapporto di 24 ore resta nella fascia progressiva con 1,70 € per ora.
Chi paga la quota del lavoratore?
La trattiene il datore dalla retribuzione: sul mese il lavoratore paga 44,72 € e il datore versa per lui 132,08 €, quindi il contributo complessivo è 176,80 € mentre al lavoratore restano 632,32 € in contanti.
La Cassa Colf è compresa in questi contributi?
No: ha una quota propria e una periodicità di versamento separata, quindi resta fuori dai 132,08 € a carico del datore e va accantonata a parte invece di essere sommata alla quota INPS.
Testo redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale. Selezione delle fonti, verifica sui documenti ufficiali e revisione finale a cura della redazione.