Quanto costa una badante: il totale nasce dalla forma del rapporto

A cura di Fu JunUltima modifica:

Una badante convivente di livello A costa 1.506,75 € al mese, con 908,10 € di minimo in contanti, 199,80 € di vitto e alloggio in natura e 217,62 € di contributi del datore: la cifra non nasce dalle ore, nasce dalla forma del rapporto, e le quattro forme possibili — convivenza, diurna, notte e non convivenza a ore — non si ricavano l'una dall'altra cambiando il numero delle ore.

Quattro modi di assumere una badante, quattro costi

La prima decisione non è quante ore pagare, è se la persona dorme in casa, perché la convivenza cambia la base del calcolo: il contratto fissa un minimo mensile e il valore di vitto e alloggio si aggiunge come retribuzione in natura, mentre nel rapporto non convivente la paga è la tariffa oraria moltiplicata per le ore del mese e quindi si muove con l'orario.

Delle quattro forme tre sono rapporti non conviventi — la diurna, la notte e il part-time a ore — e si distinguono per quante ore si pagano e in quale parte della giornata; la quarta è la convivenza, dove la retribuzione non si muove con l'orologio: per questo i quattro totali non stanno in proporzione tra loro.

Il caso di una madre autosufficiente

Marta, 47 anni, Verona, ha la madre di 84 anni autosufficiente ma sola tutto il giorno e incapace di cucinare: cinque mattine a settimana con una persona che prepara il pranzo e accompagna la madre a fare due passi le bastano, e la notte, che non serve, non entra nel preventivo.

La diurna, la notte e il part-time

La diurna si paga a ore, come in qualsiasi rapporto a ore: 6,51 € di tariffa per il livello A più 0,93 € di contributo del datore sopra le 24 ore, più tredicesima e TFR. Il totale della notte non è pubblicato in questa pagina, che calcola la convivenza: si paga a ore e il conto dipende dalle notti coperte, mentre il costo medio per ora in convivenza scende a 6,44 €, per questo la copertura a ore conviene con poche notti. Il part-time in convivenza ha il minimo nella casella delle trenta ore, 1.410,03 €, e a venti ore il totale risale a 1.440,80 €.

Perché le ore non spostano il costo del convivente

Nel rapporto di convivenza la retribuzione mensile è un minimo contrattuale fisso, 908,10 € per il livello A, e il valore di vitto e alloggio, 199,80 €, si somma come retribuzione in natura: da quella base si calcolano tredicesima, TFR e retribuzione oraria effettiva su cui si sceglie la fascia contributiva, quindi le ore non moltiplicano la paga, entrano solo nella divisione che produce la base oraria.

Il risultato si legge nelle colonne: a venti ore il totale è 1.440,80 €, a trenta 1.410,03 €, a quaranta 1.450,33 € e a cinquantaquattro 1.506,75 €, e le ore quasi triplicano mentre il totale si muove di poche decine di euro, con la colonna delle trenta più bassa di quella delle venti.

La spiegazione sta nella soglia: sotto le 24 ore la fascia si sceglie dividendo la base mensile per poche ore, e la retribuzione oraria effettiva che ne esce è così alta da cadere nella fascia più cara, mentre sopra la soglia si applica l'importo fisso di 1,24 € per ora su tutto il monte ore; la differenza tra il totale delle venti ore e quello delle trenta sta tutta lì, nel contributo, perché la paga e gli accantonamenti non cambiano.

Dove sta il dettaglio delle cinquantaquattro ore

Il conto voce per voce sta nel calcolo della badante convivente, che parte dalla stessa base, mentre il costo di una colf convivente spiega perché il valore in natura entri in tre basi diverse e non in una sola.

VoceImporto mensile
Retribuzione lorda mensile (in contanti)908,10 €
Vitto e alloggio in natura199,80 €
Accantonamento tredicesima92,33 €
Contributi INPS del datore217,62 €
Accantonamento TFR88,91 €
Costo totale mensile1.506,75 €

Vitto e alloggio (199,80 €) è un valore in natura: si aggiunge alla retribuzione in contanti ed entra nella tredicesima, nel TFR e nella base oraria INPS. Il netto in contanti del lavoratore è 835,56 €.

Il premio INAIL non è aggiunto come voce separata: l'ipotesi di calcolo lo considera compreso nel contributo INPS.

Gli importi sono arrotondati al centesimo: la somma delle voci può differire dal totale di un centesimo.

Gli importi sono arrotondati al centesimo: il totale è calcolato sulla somma dei valori non arrotondati e può differire di 0,01 € dalla somma delle singole voci.

Le differenze e i totali annui sono calcolati sulle cifre arrotondate mostrate in pagina (annuale = mensile × 12), così da poter essere verificati a mano.

Il livello CS e la non autosufficienza

Quando l'assistenza riguarda una persona che non è autosufficiente, l'inquadramento che il contratto descrive è il livello CS, e il livello è la seconda leva di costo dopo la forma del rapporto: ogni gradino sposta la tariffa oraria e trascina con sé tredicesima, TFR e base contributiva, tanto che il passaggio dal livello A al livello AS vale già 58,70 € sulla convivenza a cinquantaquattro ore, che diventa 1.565,45 €.

Il gradino che porta al CS è più lungo di quello misurato qui, dove il totale in convivenza si ferma a 1.565,45 €: il conto completo è nella pagina sulla badante non autosufficiente di livello CS, dove il caso è calcolato per intero; quello che conviene fissare è il criterio, perché l'inquadramento dipende dalle mansioni descritte nel contratto.

Perché il livello non si sceglie dal totale

Un livello scelto al ribasso per risparmiare 58,70 € al mese è la premessa di un contenzioso, non un risparmio, e la differenza tra due livelli si vede poco mese per mese e molto alla fine dell'anno, perché ogni gradino si moltiplica per dodici e si porta dietro tredicesima accantonata e TFR.

Cosa non entra nel totale di nessuna delle quattro forme

Nessuna delle quattro forme comprende le voci che dipendono da eventi: straordinari, lavoro festivo, festività non godute, permessi, sostituzioni nei giorni di riposo, Cassa Colf e scatti di anzianità restano fuori dal totale mensile, che descrive il costo ordinario di un mese tipo e non il tetto della spesa.

Perché conviene tenere una riga a parte

Un totale gonfiato per prudenza non è confrontabile con niente, mentre una riga separata lascia leggibile il costo ordinario e mostra mese per mese quanto hanno pesato gli eventi, che è l'informazione che serve quando si decide se l'orario regge.

VoceNel totalePerché
Retribuzione CCNLSìÈ la base del rapporto.
TredicesimaSìQuota mensile accantonata.
Contributi INPS del datoreSìCalcolati sulla fascia applicabile.
TFRSìAccantonamento mensile.
Vitto e alloggioSolo conviventiValore in natura, non denaro in busta.
FestivitàNoDipende dal calendario e dalle ore effettive.
Cassa ColfNoContribuzione separata con regolamento proprio.
Scatti di anzianitàNoDipendono dalla storia del rapporto.
StraordinariNoOre oltre il limite contrattuale.
Permessi non godutiNoRichiedono il registro delle assenze.

Da dove partire, secondo la tua situazione

Se la persona da assistere non può restare sola di notte, la forma di partenza è la convivenza e il resto è conseguenza: si sceglie il livello dalle mansioni, si legge il minimo mensile di 908,10 € e si mette in conto il valore di vitto e alloggio, 199,80 €, che entra nella base di tredicesima, TFR e contributi — da lì si arriva ai 1.506,75 € del totale, senza ragionare sulle ore.

Se la notte è coperta da un familiare e il bisogno è diurno, la forma di partenza è la diurna a orario pieno, e lì le ore contano davvero: conviene partire da un orario ampio e tagliare, perché ogni ora in meno toglie la tariffa di 6,51 €, la sua quota di tredicesima e di TFR e 0,93 € di contributo del datore sopra le 24 ore.

Il part-time si sceglie quando il bisogno è di poche ore concentrate; la notte si valuta solo se la copertura notturna è il problema vero, perché è la forma con il totale mensile più basso e la più difficile da trovare.

Il caso di una madre che si alza la notte

Giovanna, 63 anni, Bologna, ha la madre di 89 anni con una demenza vascolare e un fratello che vive a Trento: ha scartato la diurna perché la madre si alza la notte e la notte perché di giorno la madre non può restare sola, e si è fermata sulla convivenza, dove i 1.506,75 € comprendono anche stanza e pasti.

Calcola il tuo caso

I numeri di questa pagina escono dallo stesso motore di calcolo del sito. Se il rapporto ha un livello, un orario o una convivenza diversi, apri il calcolatore con lo scenario qui sotto già impostato.

Scenario di questa pagina:Livello A · Convivente · Tempo indeterminato · 54 ore

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Fonti e versione dei parametri

Controlla origine, decorrenza e stato di verifica dei parametri utilizzati.

Sono elencate soltanto le fonti che documentano un valore verificato usato dal calcolo.

CCNL: retribuzioni e regole contrattuali

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • CCNL Lavoro Domestico, Tabella retributiva 2026 (decorrenza 01/01/2026), Assindatcolf
  • CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, FIDALDO PDF
  • CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, art. 36 c.3 e Tabella F (indennità di vitto e alloggio): 4,66 €/giorno vitto e 2,00 €/giorno alloggio, mensilizzati ×30 = 139,80 € e 60,00 € al mese

Contributi INPS

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia fino a 9,61
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia 9,61–11,70
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia oltre 11,70
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia orario > 24h

Copertura e premio INAIL

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, coefficienti di ripartizione: INAIL 1,31% incluso nell'aliquota totale 19,9675% del contributo orario — nessun premio separato dovuto

Deduzioni fiscali

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • TUIR art. 10 c.2 + Agenzia Entrate, Istruzioni 730, rigo E23

Alcune regole del rapporto (ferie, preavviso) non sono ancora collegate a una fonte contrattuale verificata.

INPS — Circolare n. 9 del 03-02-2026: contributi lavoratori domestici 2026

Domande frequenti

Da quale forma conviene partire per una badante?

Dalla presenza notturna: se serve, la forma di partenza è la convivenza, che nel caso del livello A costa 1.506,75 € al mese e comprende stanza e pasti; se la notte è coperta in famiglia si parte dalla diurna a orario pieno, e se il bisogno è di poche ore si parte dal part-time.

La convivenza costa più di una diurna a orario pieno?

Costa poco di più e comprende vitto e alloggio e la presenza notturna, che la diurna non ha: il confronto tra i due totali non è omogeneo, perché nella convivenza la famiglia mette a disposizione una stanza e i pasti e in cambio ha una persona che non esce alle diciotto.

Perché a venti ore il totale convivente può superare quello delle trenta?

Perché sotto le 24 ore la fascia contributiva si sceglie sulla retribuzione oraria effettiva, che con un minimo mensile diviso per poche ore diventa alta: il totale a venti ore è 1.440,80 € e quello a trenta è 1.410,03 €, con meno contributo per ora sopra la soglia.

Una persona non autosufficiente va sempre inquadrata al livello CS?

Il livello si assegna dalle mansioni, e l'assistenza a una persona che non è autosufficiente è la descrizione che il contratto associa al CS: sceglierne uno più basso non cambia il lavoro svolto, e il passaggio dal livello A al livello AS vale già 58,70 € sulla convivenza.

Cosa resta fuori dal totale di una badante?

Straordinari, lavoro festivo, festività e permessi non goduti, sostituzioni, Cassa Colf e scatti di anzianità: sono voci che dipendono da eventi e da anzianità e vanno in una riga separata, invece di essere spalmate sul costo ordinario del mese.

Testo redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale. Selezione delle fonti, verifica sui documenti ufficiali e revisione finale a cura della redazione.