Il tetto annuale
Il tetto annuo della deduzione è 1.549,37 €. Non è un rimborso automatico: è il limite massimo su cui si applica la deduzione fiscale.
Nel linguaggio comune si parla di “detrazioni” per il lavoro domestico; tecnicamente si tratta di oneri deducibili dal reddito (TUIR art. 10).
La deduzione riguarda solo la quota di contributi a carico del datore e si misura sull’importo annuo effettivamente versato. Su questo scenario la stima è 1.209,00 €.
La deduzione non è un rimborso automatico
La quota deducibile riduce il reddito imponibile, e solo di conseguenza l’imposta dovuta. Non è una somma che il datore riceve indietro per il solo fatto di aver pagato i contributi.
Solo la quota del datore entra nel calcolo
La quota a carico del lavoratore non si deduce. Per questo il riferimento è il contributo del datore, non il totale del costo.
| Voce | Importo mensile |
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| Retribuzione lorda mensile (in contanti) | 705,25 € |
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| Accantonamento tredicesima | 58,77 € |
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| Contributi INPS del datore | 100,75 € |
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| Accantonamento TFR | 56,59 € |
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| Costo totale mensile | 921,36 € |
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Il premio INAIL non è aggiunto come voce separata: l'ipotesi di calcolo lo considera compreso nel contributo INPS.
Gli importi sono arrotondati al centesimo: la somma delle voci può differire dal totale di un centesimo.
Gli importi sono arrotondati al centesimo: il totale è calcolato sulla somma dei valori non arrotondati e può differire di 0,01 € dalla somma delle singole voci.
Le differenze e i totali annui sono calcolati sulle cifre arrotondate mostrate in pagina (annuale = mensile × 12), così da poter essere verificati a mano.
Cosa entra e cosa resta fuori
Entrano i contributi previdenziali a carico del datore, nei limiti del tetto. Non entra l’intero costo del rapporto e non entra la quota a carico del lavoratore.
Non si tratta di un credito d’imposta e non riduce il costo mensile: riduce l’imponibile secondo la situazione del contribuente. Il calcolatore stima la quota, non prepara il 730.
Dove si inserisce nel 730
Il riferimento è il quadro E, rigo E23, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. La compilazione richiede i dati del rapporto e dei contributi.
Perché la stima non è il rimborso
La deduzione riduce il reddito imponibile, e l’effetto sull’imposta dipende dall’aliquota e dalla situazione reddituale. Il valore pubblicato è la quota deducibile, non l’importo che si riceve indietro.
Un esempio con il livello A a 25 ore
Il costo ordinario è 921,36 €, i contributi del datore sono 100,75 € e la deduzione stimata è 1.209,00 € all’anno. Il tetto resta 1.549,37 €.
Quando le ore cambiano, cambia il contributo versato e quindi la deduzione effettiva. In convivenza cambia anche la base del costo: non usare lo stesso totale per entrambi.
Il tetto e il contributo effettivo
Il limite di 1.549,37 € (TUIR art. 10 c.2) riguarda i contributi INPS a carico del datore. Il calcolo parte dai contributi INPS a carico del datore, non dall’intero costo del rapporto: paga, tredicesima e TFR restano fuori.
Con il livello A a 25 ore il contributo mensile è 100,75 €: su dodici mesi sono 1.209,00 €, sotto il tetto. La deduzione effettiva è quindi 1.209,00 €, pari ai contributi versati nell’anno.
Se il rapporto dura meno di dodici mesi, la deduzione va riproporzionata ai mesi di lavoro. Un contratto di sei mesi non produce lo stesso importo di un anno intero, anche a parità di ore.
Non arriva in busta paga: riduce il reddito imponibile e si recupera in dichiarazione. Il costo del datore non cambia, cambia il netto fiscale a fine anno.
Cosa controllare prima del 730
Controlla di avere i contributi effettivamente versati e la quota a carico del datore. La deduzione non si applica a ciò che non è stato versato o non è documentabile.
Per il quadro dei contributi leggi come si pagano i contributi; per il costo di base usa la pagina sulla colf di livello A a 24 ore.
Come si calcola la quota deducibile
La quota parte dai contributi INPS a carico del datore: con 100,75 € al mese, l’anno vale 1.209,00 €.
Il tetto di 1.549,37 € previsto dall’art. 10 del TUIR non si somma al costo: è il massimo su cui la deduzione può essere riconosciuta.
Per il 730 servono i contributi effettivamente versati e i mesi di lavoro: il totale di 921,36 € non basta a compilare il quadro.
Oltre le 24 ore il contributo passa alla fascia fissa da 1,24 € l’ora, cioè 0,93 euro a carico del datore e 0,31 euro a carico del lavoratore: la quota annua cambia anche a parità di livello.
La deduzione non riduce i 921,36 € del rapporto: cambia il netto fiscale a fine anno, non il costo mensile.
Con 100,75 € al mese il contributo annuo resta sotto il tetto di 1.549,37 €: la deduzione piena vale 1.209,00 €.
Il tetto di 1.549,37 € resta il riferimento anche quando il contributo mensile è più alto, come nel livello D.
La quota si calcola sui contributi del mese di 100,75 €, non sui 921,36 € del rapporto.
Nel 730 la deduzione entra tra gli oneri deducibili (TUIR art. 10) e riduce il reddito imponibile, non l’imposta: non è una detrazione d’imposta.
Cosa questa guida non copre
Non calcola l’imposta finale, non gestisce altre detrazioni e non sostituisce il commercialista. Non pubblica aliquote personali.
Il metodo è in chi siamo; le altre guide sono nel hub degli approfondimenti.
Altre guide operative
Se il tuo caso riguarda un altro passaggio, puoi proseguire con come si pagano i contributi, registrare il contratto, calcolare il TFR, Cassa Colf, scatti di anzianità, dimissioni e preavviso, badante non autosufficiente. Per l’elenco delle voci fuori dal calcolo leggi cosa non è compreso. Ogni guida resta separata dal calcolo del costo: serve a capire la regola, non a sostituire il totale.