TFR colf: come si calcola e cosa lo distingue dalla tredicesima

A cura di Fu JunUltima modifica:

Il TFR si accantona nella misura di 1/13,5 della retribuzione annua, comprensiva del valore di vitto e alloggio quando dovuto. Su un rapporto di livello A a 25 ore l’accantonamento mensile è 56,59 €, mentre la tredicesima è 58,77 €.

La formula del TFR

Il TFR non è una mensilità aggiuntiva: è un accantonamento che matura durante il rapporto. La base è la retribuzione annua, comprensiva del valore di vitto e alloggio quando il rapporto è convivente.

Il divisore è 13,5. Alla retribuzione mensile di 705,25 € corrisponde un accantonamento TFR di 56,59 €; la tredicesima mensile è 58,77 €. Sono due voci distinte, anche se compaiono nello stesso totale.

Il divisore 13,5 non cambia con il livello

Il divisore resta lo stesso, ma la base cambia con la retribuzione e con il valore di vitto e alloggio. Per questo due livelli non hanno lo stesso accantonamento.

Il TFR matura anche nei mesi senza liquidazione

Ogni mese di rapporto aggiunge una quota. Non serve aspettare la cessazione per calcolarla, ma non va confusa con una somma disponibile subito.

VoceImporto mensile
Retribuzione lorda mensile (in contanti)705,25 €
Accantonamento tredicesima58,77 €
Contributi INPS del datore100,75 €
Accantonamento TFR56,59 €
Costo totale mensile921,36 €

Il premio INAIL non è aggiunto come voce separata: l'ipotesi di calcolo lo considera compreso nel contributo INPS.

Gli importi sono arrotondati al centesimo: la somma delle voci può differire dal totale di un centesimo.

Gli importi sono arrotondati al centesimo: il totale è calcolato sulla somma dei valori non arrotondati e può differire di 0,01 € dalla somma delle singole voci.

Le differenze e i totali annui sono calcolati sulle cifre arrotondate mostrate in pagina (annuale = mensile × 12), così da poter essere verificati a mano.

TFR e tredicesima non sono la stessa cosa

La tredicesima matura come mensilità aggiuntiva e viene liquidata secondo il contratto. Il TFR matura come accantonamento e viene liquidato alla cessazione del rapporto, salvo anticipazioni previste dalla legge.

Nel mese la tredicesima è 58,77 € e il TFR è 56,59 €. Sommarli è corretto per stimare il costo, ma non per dire quanto riceve il lavoratore ogni mese.

Perché il TFR non esce ogni mese

Il TFR resta accantonato: il datore lo mette da parte, ma non lo paga con la retribuzione ordinaria. È un costo del rapporto, non una voce del netto mensile.

Cosa entra nella base

Nel rapporto convivente entra anche il valore di vitto e alloggio. Nel rapporto non convivente quel valore non c’è, quindi la base è più semplice ma non identica alla sola paga oraria.

Un esempio con il livello A a 25 ore

Il totale ordinario è 921,36 € al mese. Dentro il totale, la retribuzione è 705,25 €, la tredicesima 58,77 €, i contributi INPS 100,75 € e il TFR 56,59 €.

Non cambia perché cambia il mese: cambia con la retribuzione e con il valore di vitto e alloggio. Se il livello o le ore cambiano, il divisore resta 13,5 ma la base cambia.

Su base annua la retribuzione del livello A a 25 ore è 9.168,24 €. Il rapporto 1/13,5 significa che per ogni 13,5 euro di retribuzione annua si accantona un euro di TFR: l’accantonamento mensile di 56,59 € è la stessa quota vista mese per mese.

Il contributo INPS di 100,75 € si calcola sulla retribuzione e non sull’accantonamento TFR. Sono basi diverse anche quando compaiono nello stesso totale: aumentare il TFR non aumenta il contributo.

Tredicesima e TFR: due formule vicine

La tredicesima si accantona nella misura di 1/12 della retribuzione, il TFR di 1/13,5. Sullo stesso rapporto questo produce 58,77 € contro 56,59 €: il primo importo è più alto, ma cresce con la stessa base.

Quando la retribuzione sale, entrambe le quote salgono. Un aumento di ore o un passaggio di livello non lascia fermo nessuno dei due accantonamenti, mentre il contributo orario può restare identico se la fascia non cambia.

Se il rapporto è convivente, nella base entra anche il valore di vitto e alloggio previsto dall’art. 36 c.3 e dalla Tabella F. Il TFR cresce quindi anche quando la paga in contanti resta il minimo mensile.

Cosa controllare alla cessazione

Alla fine del rapporto il TFR va liquidato secondo le regole applicabili, tenendo conto di quanto già accantonato. Il calcolatore stima l’accantonamento mensile, non liquida il TFR.

Per il confronto con altre ore usa la pagina sulla colf di livello A a 24 ore; per il quadro delle voci leggi la guida sulla busta paga.

Cosa questa guida non copre

Non copre anticipazioni, rivalutazioni, fondi pensione o contenziosi sul TFR. Non calcola il TFR di un rapporto già cessato senza la storia completa.

Il metodo è descritto in chi siamo; le altre guide sono nel hub degli approfondimenti.

Altre guide operative

Se il tuo caso riguarda un altro passaggio, puoi proseguire con come si pagano i contributi, registrare il contratto, Cassa Colf, scatti di anzianità, dimissioni e preavviso, detrazioni nel 730, badante non autosufficiente. Per l’elenco delle voci fuori dal calcolo leggi cosa non è compreso. Ogni guida resta separata dal calcolo del costo: serve a capire la regola, non a sostituire il totale.

Calcola il tuo caso

I numeri di questa pagina escono dallo stesso motore di calcolo del sito. Se il rapporto ha un livello, un orario o una convivenza diversi, apri il calcolatore con lo scenario qui sotto già impostato.

Scenario di questa pagina:Livello A · Non convivente · Tempo indeterminato · 25 ore

Apri il calcolatore con questo scenario

Si apre la pagina iniziale con i campi già compilati: puoi cambiare livello, ore e convivenza prima di avviare il calcolo.

Fonti e versione dei parametri

Controlla origine, decorrenza e stato di verifica dei parametri utilizzati.

Sono elencate soltanto le fonti che documentano un valore verificato usato dal calcolo.

CCNL: retribuzioni e regole contrattuali

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • CCNL Lavoro Domestico, Tabella retributiva 2026 (decorrenza 01/01/2026), Assindatcolf
  • CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, FIDALDO PDF
  • CCNL Lavoro Domestico 28/10/2025, art. 36 c.3 e Tabella F (indennità di vitto e alloggio): 4,66 €/giorno vitto e 2,00 €/giorno alloggio, mensilizzati ×30 = 139,80 € e 60,00 € al mese

Contributi INPS

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia fino a 9,61
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia 9,61–11,70
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia oltre 11,70
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi
  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, tabella contributi, colonna Comprensivo quota CUAF, fascia orario > 24h

Copertura e premio INAIL

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • INPS Circolare n. 9 del 03-02-2026, coefficienti di ripartizione: INAIL 1,31% incluso nell'aliquota totale 19,9675% del contributo orario — nessun premio separato dovuto

Deduzioni fiscali

Valori verificati utilizzati dal calcolo

  • TUIR art. 10 c.2 + Agenzia Entrate, Istruzioni 730, rigo E23

Alcune regole del rapporto (ferie, preavviso) non sono ancora collegate a una fonte contrattuale verificata.

INPS — Circolare n. 9 del 03-02-2026: contributi lavoratori domestici 2026

Domande frequenti

Il TFR di una colf si calcola su 13,5?

Sì: l’accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione annua per 13,5. La base include il valore di vitto e alloggio quando il rapporto è convivente.

TFR e tredicesima si sommano?

Sì, nel costo del datore. Non sono la stessa voce: la tredicesima è una mensilità aggiuntiva, il TFR è un accantonamento liquidato alla cessazione.

Il TFR cambia con le ore?

Sì, perché cambia la retribuzione: con un rapporto di livello A a 25 ore l’accantonamento è 56,59 €, con altre ore la base cambia.

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